La Scuola chiede oggi ai ragazzi di svolgere questo tema: "La musica: che tipo di beneficio possa derivare dalla musica, quale possa essere la sua reale funzione e quale possa essere il suo scopo nella società contemporanea".
E' tanto tempo che non svolgo un tema, mi cimenterò anch'io in questa impresa, dunque... svolgimento!
Musica, musica e... musica.
Si, in un mondo come quello odierno, che ci invita sempre più nel fast food della nostra vita, anche la Scuola invita i suoi maturandi a fare una riflessione sulla musica. Proprio la Scuola, depositaria della conoscenza, della cultura e dell'istruzione chiede ai ragazzi quali siano i benefici, le funzioni e gli scopi della musica nella nostra società ove, in quel "contemporanea" ,è contenuto tutto il suo stile modermo fatto di stragi del sabato sera, spesso accompagnati da musica ad alto volume, che prima si è consumata in una discoteca, e poi in macchina con alcol e droga, oppure davanti ad un "Mc Royal deluxe", che non è una vettura di lusso come il nome potrebbe erroneamente lasciar intendere, magari con il proprio iPod alle orecchie, sempre ad alto volume.
Musica, musica... sempre musica.
Perchè la Scuola proprio oggi fa riflettere i ragazzi sulla musica? Proprio loro, che sono i più grandi "consumatori", ma che la consumano a modo loro. Consumatori non proprio tradizionali, uniti da un'unica bandiera: "scaricare" a più non posso! Ragazzi, che riempiono le loro orecchie del più assordante underground, le cui nuove frontiere si chiamano "rumori", rumori nel senso più realistico del termine, perchè una nuova tendenza musicale è proprio quella di registrare i rumori più strani come trapani, martelli pneumatici, fresatrici e compressori per poi riascoltarli così, con la loro "voce naturale" senza alcuna aggiunta. Una musica che potrebbe essere eseguita dalla "Black & Deker Simphony Orchesta", oppure dal "Bosch Heavy Quartet".
Musica, musica... ancora musica.
In un contesto scolastico quasi privo delle risorse fondamentali per andare avanti, dove si insegna ad apprezzare la genialità di Mozart e di Paganini, ma che guarda a volte come un utopia il mostrare "sul campo" le emozioni che questi compositori possono dare agli allievi, attraverso l'ascolto "vivo" delle loro opere, nonostante le numerose offerte promozionali che molti teatri riservano agli studenti sugli abbonamenti alle stagioni concertistiche ed operistiche.
Una scuola che spesso è impossibilitata a esprimere veramente se stessa e che, sempre più spesso e per mille ragioni, non riesce a valorizzare le potenzialità affidategli dalle persone che la compongono, non solo cioè dagli studenti, ma anche dagli insegnanti, in tutti i gradi di istruzione, dalla scuola dell'infanzia fino ai dottorati di ricerca.
Musica, musica... musica Maestri!
Musica, che si fa cartina al tornasole del disagio sociale di giovani e adolescenti, che lo esternano portandolo all'attenzione in quel riempirci di "mode del momento", che diventano sempre più un "carpe diem" di ciò che in quell'attimo gli sta passando davanti, e di adulti che sperano non finiscano mai tra le grinfie della musica peggiore, quella ad esempio che porta con se messaggi di instigazione all'omicidio o suicidio, tipica di certa musica metal (non di tutta per fortuna) ma che può far presa nelle menti più deboli.
Musica, musica... e sarai famoso!
Chi ci guadanda in tutto questo? Giusta domanda, che vede il profitto di pochi anche allo scopo di calpestare qualsiasi cosa. Profitto, una parola che oggi descrive bene il mondo della discografia italiana. Profitto, una parola che chiude ogni porta a chi ha talento e ha qualcosa da dire, ma che non può dire semplicemente perchè, a detta loro, nessuno lo conosce. Profitto, un qualcosa che ha distrutto il mercato discografico degli ultimi vent'anni, in termini di sostenibilità ma soprattutto in termini di qualità musicale.
Musica, musica... ascoltala e rifletti, ti dice la Scuola.
Ciò che la Scuola chiede oggi ai suoi ragazzi è quello di riflettere sui benefici, sulle funzioni e sugli scopi della musica. Si, sembra quasi una domanda ironica, perchè aldilà del quadro descritto esiste un "qualcosa" che vale più di qualsiasi altra cosa e di cui dobbiamo riappropriarci, cioè quella capacità che ha l'essere umano di elevare il proprio spirito attraverso la musica. Forse è questo l'unico beneficio che la musica può dare. Un beneficio insito nella musica stessa, perchè essa è bellezza, nonostante tutti i tentativi di volerla calpestare, trasformandola in bruttezza. Bellezza che diventa anche "scopo e funzione", elevazione dell'anima, non solo di chi vuole viverla da artista ma anche di chi si mette ad ascoltarla, fermando per un attimo la voracità della società contemporanea in cui è immerso.
Bellezza che si riflette su se stessa, in chi sa riconoscerla.

Musica, musica... e soltanto musica. Perchè siamo noi ad aver bisogno di lei, e non lei ad aver bisogno di noi.
Maurizio Ignizio.
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