Sai com'è la vita è un dado da giocare così è come un fiore colto e dato e poi va come va"
...E quel 13 aprile 2002 è andata come è andata, dopo 25 giorni di coma passati nel reparto di Rianimazione dell'Ospedale S. Spirito di Roma, Alex Baroni non ce l''ha fatta, pagando, così, il proprio tributo alla vita: più del dovuto. Ne siamo più che certi.In occasione dell'ottavo anno dalla sua morte che cadeva esattamente nel giorno del trentaduesimo anniversario dello sciogliemento dello storico gruppo dei Beatles, abbiamo deciso di raccontare Alex attraverso le parole delle persone che lo hanno conosciuto.
Un viaggio che vuole affondare nei ricordi che Alex ha condiviso con le persone che amava.E'' una di queste persone era certamente Marco Rinalduzzi: l''amico, manager, produttore di sempre.
Lo abbiamo raggiunto per fargli alcune domande e per condividere con lui i momenti, felici e più importanti di Alex
Allinfo: Maestro Rinalduzzi Alex colpiva per la sua spiccata propensione all''uso della voce che forma grazie all''aiuto della sua maestra di canto Marilyn Turner (contralto specializzata in “gospel). Agli inizi degli anni 90 comincia a lavorare come “turnista” e corista negli studi di registrazione milanesi, partecipando a diverse produzioni discografiche, tra cui quelle di Eros Ramazzotti, Francesco Baccini, Spagna, Miguel Bosé, Dirotta su Cuba e Rossana Casale. Ed è nell''edizione del 1996 del Festival di San Remo che diventa corista dell''orchestra della RAI. Fu quella l’occasione in cui conobbe Marco D’Angelo. Marco lo presentò a lei e a Massimo Calabrese, “I Piloti” . Maestro come come ricorda quell''incontro ? Che tipo era Alex ? Ci racconta un po'' di lui, di voi ?
Rinalduzzi: Devo dire che ricordo con molta esattezza il momento in cui ho sentito la cassetta con il provino di una canzone di Eduardo De Crescenzo "Quando l''amore se ne va", di Claudio Mattone e rimasi folgorato dalla capacita'' di canto e , soprattutto di interpretazione di Alex.Era una persona per bene, sincera, delicata, spiritosa e amante della musica in maniera viscerale. Il nostro incontro fu fulminante, perchè io, lui e Massimo(Calabrese), avevamo gli stessi gusti musicali e andavamo molto d''accordo. Prima di andare a San Remo ha vissuto un anno a casa mia e quel periodo ci ha fortemente legati.Sai, ora sono tutti bravi ad incensarlo, ma nessuno ti dirà mai che è stato rifiutato da tutte le multinazionali e noi lo abbiamo portato a “San Remo giovani” a spese nostre. Poi, quando hanno visto che funzionava c''è stata la guerra per accaparrarselo e per strapparlo da noi. Ci sono riusciti dopo quattro anni.
Allinfo:Il suo primo disco ottenne un riscontro importante tanto che Alex si vide riconoscere il suo primo disco d''oro. Correva l''anno 1997. Alex proveniva da una esperienza per lui importante, quella dei Metrica e ancora prima, negli anni 80, da quella di turnista negli studi di registrazione milanesi. Come nacque il vostro primo disco fatto assieme nel dopo San Remo ?
Rinalduzzi: Il disco nacque dalla sua partecipazione a San Remo giovani dove ebbe un riscontro enorme e quindi dopo aver fatto il contratto con la BMG Ariola dovemmo pensare a fare il disco. Disco prodotto da me e Massimo Calabrese e arrangiato interamente da me. Le canzoni le abbiamo composte sia io che Massimo Calabrese assieme a Marco D''Angelo. I testi invece erano di Alex. Le registrazioni del disco durarono tre mesi e quello che accadde in quel periodo fu molto molto divertente: arrangiare e suonare per un cantante come Alex era veramente gratificante. Il tutto era inframezzato da grandi risate e bellissime serate passate insieme. Il disco nacque abbastanza di getto perchè è stato composto e registrato nello stesso tempo.
Allinfo: Quali furono le influenze musicali di Alex ? Ci fa un po'' di nomi ?
Rinalduzzi: Le influenze musicali che aveva respirato erano state molte. La musica nera, l''R&B ma anche il grande rock dei Beatles; era un grandissimo fan degli AEREOSMITH, di ART KELLY e ,ovviamente, di S. WONDER ed anche di un certo tipo di linguaggio jazz.
Allinfo: La musica per lui era ?
Rinalduzzi: La musica per Alex era tutto. La viveva in una maniera vera, piuttosto fisica e lo si poteva vedere anche nei suoi movimenti mentre cantava.
Allinfo: A San Remo Baroni ottenne un riconoscimento importante: la giuria di qualità, presieduta da Luciano Pavarotti, gli assegnò il premio come miglior voce del Festival, mentre il brano ricevette il premio "Volare" - intitolato a Domenico Modugno - per la migliore composizione. Ci aiuta a rivivere quei suoi momenti ?
Rinalduzzi: Fu una soddisfazione enorme. Alex prese il premio come migliore voce del festival da una giuria specializzata dove c''era dentro anche il grande Luciano Pavarotti.Il brano "Cambiare" prese il premio come miglior canzone di tutto il festival e devo dire che è un premio di cui vado molto fiero e l''ho condiviso con Massimo Calabrese, Marco D''Angelo e Alex. Eravamo ubriachi di felicità ma, soprattutto, molto fieri del lavoro fatto.
Allinfo: Maestro Rinalduzzi da discografico e musicista di lunga esperienza che tempi erano gli anni in cui Alex cominciò a muovere i suo primi passi come solista ?
Rinalduzzi: Erano già anni molto difficili per la musica: la discografia in piena crisi irreversibile e noi prendemmo quella ultima ondata. Probabilmente se tutto fosse accaduto un po'' prima il successo di Alex sarebbe stato maggiore.
Allinfo: In quel periodo ci furono per lui degli incontri importanti ?
Rinalduzzi: Ci furono moltissimi incontri importanti, con artisti di grandissima fama, con cui ha scambiato esperienze degne di nota: da Tom Jones a Claudio Baglioni, da Sting agli Earth Wind and Fire con cui condivise persino dei concerti.
Allinfo: Con l''album Alex Baroni andò in tour per parecchie date ?
Rinalduzzi: Alex "era" un artista Live. Dal vivo era pazzesco e di concerti, dopo il primo disco, ne fece ben 90. E poi tutti gli anni si ripetevano tour bellissimi di cui, io, ero il direttore musicale e il chitarrista. Con noi c''erano sempre musicisti eccezionali.
Allinfo: In molti sapevano della grande passione musicale di Alex: i Beatles. Però Non tutti sanno che partecipò a un omaggio a Lennon e McCartney, che vede l''intervento anche di Mina ? Sensazioni ? Ricordi ? Emozioni ?
Rinalduzzi: La passione di Alex per i BEATLES era pazzesca proprio come la mia. Non so niente invece di questa cosa con Mina. Nel primo disco c''era una bellissima "In my life" e nel terzo c''era "Mother nature son", e poi nel disco postumo "C''E'' DI PIU'' c''è una versione con orchestra di "Yesterday" ed "Imagine".
Allinfo: Fra le collaborazioni importanti di Alex anche Renato Zero ?
Rinalduzzi: L''incontro con Renato è avvenuto perchè su un pezzo scritto da noi Zero scrisse un bellissimo testo dal titolo " E il cielo mi prese con se". Poi con lui fece anche l''omaggio ad Ivan Graziani.
Allinfo: Dopo "Alex baroni" arriva "Quello che voglio (1998)".
Rinalduzzi: "Quello che voglio" ebbe un ottimo riscontro specialmente in tutte le radio italiane ed il disco andò benissimo e conteneva brani molto belli come: “Onde”, “Signora fantasia”, “Dimmi che ci sei”. "Quello che voglio” nacque proprio per San Remo.
Allinfo: Il brano “Onde” venne pubblicato anche come singolo in Germania ? Assieme al singolo venne pubblicato anche un album ?
Rinalduzzi: Sì è esatto. In Germania ed in tutta Europa venne publicato un album dal nome "ONDE" che conteneva il meglio registrato fino a quel momento. L''album andò benino ma non fu nulla di rilevante. Una cosa che pochi sanno è che Alex vinse il Festival europeo della canzone in Polonia interpretando i brani: “Cambiare” e “Male che fa male”.
Allinfo: Nel Febbraio del 1999 Alex venne premiato in Campidoglio con l’Oscar dei Giovani 1998, trofeo promosso dal Centro Europeo per il turismo e per lo spettacolo. A Settembre dello stesso anno uscì il CD “Ultimamente”, in cui collaborò di nuovo con Renato Zero ! "Ultimamente" può essere considerato l''album della maturità ?
Rinalduzzi: Il disco "Ultimamente" era il preferito di Alex ed era anche il mio, ma in occasione della sua uscita non ottenne alcun aiuto. La commissione di San Remo di quell''anno rifiutò il brano omonimo e la sua casa discografica non lo comprese fino in fondo. L''album ancora oggi è valido e le canzoni sono molto belle.
Allinfo: il 19 marzo 2002 Alex rimase vittima di un incidente stradale. Venne tentato il tutto per tutto , fu anche operato al cervello dall''equipe medica che lo aveva in cura. Purtroppo, dopo 25 giorni, esattamente il 13 Aprile Alex ci lasciò. Straordinario fu in quei giorni di attesa l''andirivieni di amici e di colleghi per testimoniargli l''affetto. A corollario di questa solidarietà ci fu un “diluvio” di e-mail e di messaggi da parte dei ragazzi del "muretto" con i quali Alex era solito condividere una parte del suo tempo, della sua vita. Che giorni furono quelli ...visti da dentro....?
Rinalduzzi: I giorni della sua morte furono terribili e non li dimenticherò mai come non dimenticherò lo sciacallaggio di parte della stampa, che per avere gossip o “notiziole” fresche, fece cose inenarrabili a cui io ho dovuto spesso reagire con grande indignazione. Non mi va di parlare di quei giorni. Sono stati oltre che orribili, molto amari.
Allinfo: C''è qualcosa che vuole aggiungere su Alex ? Usciranno altri inediti ?
Rinalduzzi: Voglio terminare questa intervista ringraziandovi per l'occasione di dire cose che non avevo mai detto. L''uscita di altro materiale non dipende da me ma dalla sua casa discografica e dalla sua famiglia. Io ho gia' prodotto un album postumo che credo sia straordinario al quale non è stata fatta nessuna pubblicita'' ed è sconosciuto ai più.L''album si chiama "C''E DI PIU''" ed è un grande album, pieno di bravissimi musicisti e di bella musica, ed è il mio atto d''amore per un grande amico ed artista che ho perso. In questo disco ci ho messo dentro tutto l''amore che potevo.
Allinfo ringrazia Marco Rinalduzzi per questa testimonianza / ricordo importante. Crediamo che questo sia uno dei modi per continuare a far rivivere l''arte di un artista che è stato grande anche nel lasciare, dentro ciascuno di noi, un vuoto inenarrabile.
Del resto come recita una canzone di Conte: "Si muore un po'' per poter vivere"

























































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