Una giornata che non potrà essere una giornata qualsiasi. E' ciò che promettono per il 14 luglio 2010 "Gli apprendisti incantatori" in scena con "LUNGO IL TEVERE" presso il Teatro StudioUno. Abbiamo colto l'occasione di questo evento per raccontare i cinque anni di attività che contraddistinguono questa Associazione che fa della ricerca dei testi e della qualità a tutti i costi il proprio vanto:
A.I: Lungo il Tevere si intravedono le vite di Gigi Cigno, scrittore di grande successo ma di scarso talento, e di Fede Er Selvatico, barbone geniale schiacciato dall’ossessione della scrittura, dalla quale riesce a liberarsi solo guardando gli astri, perdendosi nell’iperspazio e riconoscendosi “figlio delle stelle”. Entrambi aspettano Barbara, l’amante di Gigi, l’ultimo ostacolo verso la loro definitiva liberazione. Il titolo nasce come omaggio a Roma ed alla romanità, di cui non poteva non essere testimone uno dei cantastorie più amati della Città Eterna.
Allinfo: “Three One Act Plays” di Woody Allen scrittura drammatica di Woody Allen autore, regista ardito grazie alla sua sagace ironia e attento al valore della metafora, racconta di personaggi, archetipi tipicamente newyorkesi, che iniziano a parlare innocentemente ma ben presto rivelano atteggiamenti e danno vita a comportamenti davvero imprevedibili.
Quanto c'è in "Lungo il Tevere" di "liberamente ispirato" rispetto all'opera di Allen?
A.I: Abbiamo cercato di salvare quanto più possibile della poetica alleniana, volgendo lo sguardo sui temi a Woody cari come la religione, il sesso e l'amore: ma Allen è lo scrittore di New York per eccellenza e l'impresa di trasferire a Roma un frammento di vita newyorchese è stato sicuramente il principale problema affrontato in sede di riadattamento del testo originale, ambientato a Riverside Drive.
Allinfo: In quanto tempo è nata “Lungo il Tevere” ?
A.I.: Beh, dalla prima idea alla messa in scena sono passati diversi mesi, onestamente: il lavoro sul testo, la ricerca dell'attrice giusta per il ruolo di Barbara (all'inizio pesato e studiato per una ex apprendista che risponde al nome di Giuditta Battellini) e il problema comune di sbarcare il lunario ha rallentato il debutto. A fine ottobre, finalmente, il testo ha visto la luce al Teatro delle Emozioni riscuotendo, pare, un discreto consenso da parte del pubblico.
Allinfo: Andrà in scena solamente in 14 luglio ?
A.I.: Il nostro sogno, ovviamente, sarebbe raccontare "Lungo il Tevere" a quante più genti possibili, ma le scarse risorse degli Apprendisti Incantatori, abbinate alla paura delle grandi case di produzione, ci impedirà verosimilmente di vedere concretizzate le aspettative. E dire che a noi, probabilmente, andrebbe anche bene la vecchia divisione dell'incasso con i teatri che, giocoforza, garantirebbe a noi attori un guadagno onesto almeno a coprire le trasferte ed imporrebbe ai teatri di pubblicizzare in modo adeguato l'evento. E' per questo che ringraziamo la Cattiva Strada ed il Teatro StudioUno che, con coraggio, hanno dato spazio alle compagnie emergenti, se pur per una sola sera, con la rassegna teatrale Linee d'Orizzonte.
Allinfo: Gigi, Fede Er Selvatico e di Barbara ovvero gli interpreti Michele Fidati, Francesca Sebastiani ed Aljosa Vella. C'è una trama che lega questi personaggi ai tre attori ?
A.I.: Michele e Aljosa sono gli ultimi superstiti, nel senso che gestiscono l'associazione culturale, dell'Apprendista Incantatore, spettacolo scritto da Felice Panico e messo in scena da dodici giovani attori nell'oramai non più vicino 2005. Francesca è tornata a recitare con noi dopo cinque anni e, come per lei, le porte della compagnia sono aperte specialmente a coloro che hanno dato inizio a tutto.
Allinfo: Chi sono “gli Apprendisti Incantatori” ?
A.I.: Apprendisti in quanto eterni discepoli, individui che nella continua ricerca e nel continuo apprendimento arrichiscono il proprio bagaglio tecnico, artistico e culturale per poi rendersi artefici della trasmissione di quelle esperienze. Incantatori perché il nostro apprendistato, e quello del pubblico al quale intendiamo rivolgerci, avviene all’interno di una fabbrica molto particolare, aerea, leggera, una fabbrica dei sogni in cui la costruzione dei mondi possibili avviene attraverso un percorso creativo non convenzionale, misterioso, magico, con l’incanto del teatro appunto.
Allinfo: Una citazione ad essi cara recita: “Non sei veramente fregato finchè hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla” ? Quali sono le storie buone ? E qual è se c'è la tipologia di pubblico che abita il loro immaginario ?
A.I.: Le storie buone sono quelle che tengono il pubblico incollato alla poltrona, quelle in cui le persone si riconoscono e si confrontano, quelle che raccontano i pensieri e le emozioni sempre più sopite al giorno d'oggi. Il nostro pubblico, di conseguenza, è quello che ha ancora voglia di ascoltare quelle storie, di perdersi, gioire, ridere: in una parola, quello che ama l'Incanto.
A.I.: Sicuramente, la filosofia dell'apprendista non può prescindere dalla scelta dei testi e viceversa.
Allinfo: E' una scelta che segue un percorso ben definito oppure è un work in progress che è frutto “ di incontri” e “d'incanti” che via via si svelano?
A.I.: Incontri ed Incanti, sempre più rari al giorno d'oggi, hanno il dovere di essere raccontati; quando questo non è possibile, per mancanza di materia prima, le strade da seguire sono duplici: creare come per "La città del Natale", commedia musicale rappresentata per le scuole al Teatro Olimpico di Roma lo scorso dicembre, o riadattare, come nel caso di "Lungo il Tevere". Un percorso, almeno nella nostra idea, ha solamente un inizio ed una direzione ben precisa, poiché i cammini che lo uniscono possono essere infiniti.
Allinfo: L'associazione “Gli Apprendisti Incantatori” è relativamente giovane ?
A.I.: Beh, la compagnia in realtà nasce lo scorso settembre ed il bilancio è estremamente positivo, nonostante le casse testimonino il contrario. Per delle somme più veritiere, attendiamo il susseguirsi di almeno un paio di stagioni teatrali.
Allinfo: Quali sono state le vostre difficoltà ma soprattutto qual è la forza che ancora oggi, a 5 anni di distanza Vi contraddistingue alla luce dei fatti o in ombra ad un mondo di comunicazione estrema poco attento alla qualità dei contenuti ?
A.I.: Non è onorevole e probabilmente non sarebbe nemmeno corretto denunciare la poca attenzione del nostro governo verso l'arte: oltrepassano le difficoltà naturali, dunque, crediamo che il nostro punto di forza è, è stato e sarà la ferma convinzione che un teatro diverso è possibile: un teatro legato all'arte più pura, alle idee ed alla genuinità di chi, questo arduo mestiere, cerca di essere portavoce.
“Lungo il tevere ” (Clicca sull'immagine per conoscere la trama di questa piece teatrale)



























































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