Abbiamo raggiunto Andrea Grossi che ha da poco pubblicato “Rossi intimi ascolti” ed ha partecipato a due incontri con il Condominio cantautori.
Allinfo: Chi è Andrea Grossi ?
Andrea: E’ un cantautore Imolese, classe 1980 che ha mosso i suoi primi passi sulla chitarra classica regalata dalla nonna.
Allinfo: Come sei arrivato al mondo dei cantautori ?
Andrea: I miei primi approcci con la musica trovano spunto e quindi inizio dai dischi di mio padre. In casa ascoltavo i vinili dei Pink Floyd, Rolling Stone, Jehtro Tull, Led Zeppelin, Blues Brothers e anche di un certo Fabrizio De Andrè con la PFM. E’ stato così che a 16 anni è arrivato quasi naturale il momento di scrivere canzoni che, col senno di poi, non ho timore a definire adolescenziali. L’intento di allora era quello di fare la rockstar più che il cantautore.. La crescita invece mi ha portato in una diversa direzione che sto seguendo ancora oggi e che cerco di fare al meglio.
Allinfo: E’ stato così che ?
Andrea: E’ stato così che ho deciso intorno ai vent’anni di iniziare a scrivere brani su stili musicali differenti, la mia prima sfida da inconsapevole cantautore, cimentandomi col blues, il pop ma anche l’heavy metal e lo swing.
Proprio nello swing e in quello stile “jazzato” mi sono trovato a mio agio e ho deciso di continuare a dedicare attenzione e a creare il mio primo repertorio originale senza nemmeno mai aver ascoltato, a quei tempi, Paolo Conte, Gian Maria Testa, Vinicio Capossela e tutti i capisaldi della canzone d’autore.
Allinfo: E l’avvicinamento a Fabrizio De Andrè quando c’è stato ?
Andrea: Con De Andrè è stato un avvicinamento lento. Lo ascoltavo mettendo su i dischi di mio padre ma essendo troppo giovane non lo ascoltavo veramente. Una cosa è ascoltare un artista un’altra cosa è metabolizzarlo. Il momento in cui De Andrè è entrato nella mia vita è stato a 23 anni grazie ad una ragazza di nome Lisa che mi prestò la raccolta “peccati di gioventù” che uscì dallo stereo della mia auto almeno dopo averci fatto almeno una quarantina di giri. Proprio a Lisa tra l’altro è dedicato un brano del disco che presento.
Allinfo: Ti ha suggerito un senso nuovo attraverso il quale interpretare meglio il concetto di Musica ?
Andrea: Decisamente sì. Musica per me, ora, è libertà di espressione, capacità di creare immagini. Io amo molto la parola se associata alla libertà di comunicare e di emozionare focalizzando immagini, condividendole.
Allinfo: E’ da questi presupposti che nasce dunque il tuo disco “Rossi intimi ascolti” ?
Andrea: Da questi presupposti nasce il mio modo di scrivere e creare. “rossi intimi ascolti” è il disco d’esordio, autoprodotto che racchiude il senso e un affresco della mia produzione artistica. E’ stato il punto di arrivo di sette anni che definirei sospesi fra il consapevole e l’inconsapevole. Il disco lo intendo come l’opera d’arte del musicista e volevo avere garanzie di essere pronto a lasciare un segno nel tempo in cui riconoscermi e ritrovarmi.
Allinfo: Quale è il tuo rapporto con la musica della tua città ?
Andrea: Se parliamo di Imola (BO) la musica è in forte crisi di pubblico e di manifestazioni ad essa dedicata, in generale nel nord Italia il periodo è di crisi di “consumo culturale”. Nonostante questo si continua a lavorare per dare una voce a chi non ce l’ha. Provo ad essere in prima linea e assieme all’associazione di cui faccio parte, il Combo Jazz Club, mi occupo di rassegne che cercano di aiutare la causa. Questa attività mi ha dato modo inoltre di conoscere personalmente tantissimi cantautori che stimo. Il problema rimane per il musicista il ritorno economico. Se i dischi non si vendono più e i concerti sono sempre meno pagati il futuro non sembra dei più rosei.
Allinfo: In tutta sincerità ?
Andrea: Beh !! Meglio tanta musica viva con poche soddisfazioni economiche che uno scenario musicale in cui la musica sia morente a causa dei colpi inferti dai grandi ritorni economici. Essere artisticamente sinceri quando si tiene un occhio anche al portafoglio non credo sia facile e per chi ce la fa il rischio sembra essere sempre in agguato.
Allinfo: Secondo te perché, dagli anni 60 ad oggi è cambiato radicalmente il rapporto fra la musica ed i suoi fruitori ?
Andrea: Negli anni 60 la possibilità di ascoltare musica era limitata al disco, all’ambiente domestico o ai club. Non c’era il supermercato del CD. Il computer non esisteva.
Il rapporto con la musica è cambiato perché sono cambiati i supporti ed al tempo stesso è mutato l’approccio con essi. Con l’avvento delle nuove tecnologie, la musica è diventato un bene di consumo alla stregua di una scatola di pelati. Non è più l’opera d’arte di un tempo almeno nella percezione dei suoi fruitori.
Allinfo: Il tuo sogno ricorrente in musica ?
Andrea: Trovare una produzione che mi permetta di concentrarmi solo sulla fase artistica del fare canzoni e di farlo al meglio. Non credo sia giusto che gli artisti debbano diventare imprenditori a 360°i del proprio talento. Cercare date, etichette, produttori sottrae tempo ed energie all’essere cantautore. Se poi ci metti anche un impegno lavorativo a tempo pieno extra-musicale l’impresa sembra proibitiva. Stringiamo i denti e stiamo in piedi con la passione.
Allinfo Cos’è per te fonte di ispirazione ? Hai una regola ? Hai una tua ritualità creativa ?
Andrea: Sono cresciuto e il mio modo di scrivere è cambiato.
L’istinto, l’ispirazione è da sempre una componente fondamentale e ti raggiunge all’improvviso dovunque, fra il letto ed l’armadio ma anche al volante nella notte. Quello è il punto di partenza e lo è ancora oggi. Col tempo ho imparato a lavorare con più scrupolo ai testi. Comporre diventa un po’ come fare una scultura. Richiede la propensione ad un fare artigianale che adoro e che mi mette continuamente alla prova.
L’ispirazione portante appartiene al fascino femminile. Non è un caso, infatti, che sulla copertina del disco siano raffigurate delle gambe di donna.
Vuole essere un richiamo alla sensualità, ad un’erotica eleganza. La parola suggerisce immagini che l’immaginazione crea. Questo è lo scambio che cerco di suggerire all’ascoltatore. Uno scambio di sensi tra storie vissute e immaginate.
Allinfo. Progetti ?
Andrea: Dal punto di vista creativo cercare di distaccarmi dal tema dell’amore e dare spazio ad un atteggiamento più critico e ironico soprattutto verso la società odierna ed alle sue incongruenze. Credo che la musica attraverso le parole ti conceda tante opportunità che devi, tuttavia, saper cogliere e sarà un’altra bella sfida con me stesso questa. Intanto nel presente c’è questo disco appena uscito e la sua promozione a cui mi sto dedicando ogni giorno. E’ un disco eterogeneo. Con la precisa intenzione di non essere costretto in un genere esclusivo ma di modellarsi, come un vestito a seconda della storia raccontata e dell’atmosfera che si porta dietro.
Allinfo: Mi accennavi anche ad un’altra particolarità / obiettivo ?
Andrea: Sì. All’interno del disco per veicolare la mia arte ho scelto di utilizzare anche la fotografia.
Utilissimo è stato “flickr”. Mi piace unire le varie discipline che hanno artisticamente lo stesso fine, quello di esprimere e comunicare.
Assieme ad una mia amica romana, nonché fotografa, Federica Magliacane abbiamo associato ad ogni canzone una foto ben definita e del risultato sono molto soddisfatto.
Allinfo: veniamo alla domanda di rito. Come nasce l’incontro con il Condominio.
Andrea: Il mondo dei cantautori è una grande famiglia. Mi è arrivata la voce di una amica Sara Rados e di Carmine Torchia (n.d.r.)
Sara è una bravissima cantantessa. La stimo moltissimo e mi ha parlato in termini entusiastici del condominio. Ecco perché alla prima occasione sono venuto a suonare al loro campanello. Mi hanno aperto e immediatamente accolto.
Ringraziamo Andrea Grossi e Vi invitiamo a seguirlo su http://www.myspace.com/agblog

























































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