“Un creativo, per quanto mediocre possa essere,
non rinuncerà mai alla sua arte.
Piuttosto farà il sovversivo”.
Cantare è tutto nella vita di Andrea, ragazzino cresciuto all’ombra del faro nei lidi veneziani. Il canto è la sua dimensione, sogno di Araba Fenice che dona la vita alle cose con le quali entra in contatto. Tutto sembra scorrere per il meglio, Andrea suona il piano, canta nel ristorante “La Favorita”, se la spassa insieme agli amici lidensi nei bacari.
Poi cresce e strappa un contratto addirittura in Rai. Ma un giorno il buco nero. Gli viene diagnosticato un problema congenito alla voce e il futuro da cantante sembra perduto. La sua voce diventa un motore ingolfato, maggiolino senza carburante, ma con un pilota matto che, a forza di smontarlo e rimontarlo ne scopre tutte le potenzialità e i trucchi per la guida. Nell’attesa che l’Araba Fenice risorga dalle sue ceneri Andrea insegna, comunica la passione a Giorgia e a chi, come lei, non può fare a meno di cantare.E' questo la storia vera, autobiografica, di cui parla il libro di Andrea Tosoni dal titolo "Io voglio cantare" edito dalla Casa Editrice EMIL.
Andrea Tosoni insegna Tecnica Vocale presso la Scuola MusicTime e la Scuola Internazionale di Arte Cinematografica e Recitazione di Milano e l’Accademia Musicale di Osio (BG). E' Consigliere d’Amministrazione dell’Accademia d’Arti e Mestieri dello Spettacolo Teatro alla Scala di Milano. In qualità di vocalist e arrangiatore vocale ha partecipato alle trasmissioni Rai: Ci vediamo su Rai Uno, Alle Due su Rai Uno, Ci vediamo in Tv, Paolo Limiti show, Speciale Battisti, Tappeto volante, W Radio Due con Fiorello. Ha registrato jingles pubblicitari, sigle televisive e contributi audio. Tra gli ultimi: Sanremo 2004, La grande notte dal 2002 al 2004, Quelli che il calcio... dal 2003 al 2006. Ha pubblicato nel 2010 "Manuale di Canto per principianti"- con Dvd, Carisch, 2010 e l'anno precedente "Professione: Cantante - Metodo di canto" edito da Carisch.
“Mi chiedo se tutto l’universo non sia altro che lo spartito di un compositore
che ha deciso di tagliarmi fuori dal coro, di soffocarmi con una fune rovente
che da qualche giorno mi stringe la gola e non mi dà tregua, né voce.
Il mondo, Venezia, il Lido che si risvegliano e si coprono di un roseo velo
non sono più realtà che rivedo con gli occhi innocenti alzando una tapparella,
ma miraggi nel deserto della mente”.

























































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